Canto religioso afroamericano, è frutto dell'incontro degli schiavi deportati dall'Africa con il Cristianesimo e si è realizzato nelle chiese, unico centro sociale d'incontro, probabilmente a partire dagli ultimi anni del sec. XVIII. Da semplici canti religiosi (sfogo e preghiera degli schiavi), diventano a poco a poco inni di libertà ed esaltazione della libertà del popolo nero, perché “la schiavitù contraddice Dio e nega la sua volontà”. Fonde elementi del canto liturgico europeo con i moduli ritmici e lo schema domanda-risposta dei canti africani.  In genere sono canti di gruppo a differenza del blues o jazz che concedono più spazioai solisti. Il frequente accompagnamento col battito delle mani, anche nel pieno di una cerimonia religiosa, ha costituito una base armonica sulla quale agire nel "beat" (melodia) e nell' "off beat" (ritmica).I testi, d'ispirazione biblica, adombrano le difficoltà e le frustrazioni della vita quotidiana dei neri, ma esprimono spesso una speranza di liberazione e riscatto. Spesso domina il senso della morte, sotto forma di speranza e attesa.

In epoca moderna sono stati soggetti ad una reinterpretazione in chiave occidentale. Lo Spiritual ed il gospel si collocano alle radici della cultura nera d'America: questo spiega il loro orgoglioso recupero e la loro fusione nel Blues, Rhythm and Blues e poi nel Jazz.

Grandi interpreti sono state Rosetta Thorpe e Mahalia Jackson.

Mahalia Jackson